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sabato 6 febbraio 2010
Relazione di Marco Miccoli, approvata dalla direzione del 3 febbraio 2010
RELAZIONE DI MARCO MICCOLI
approvata dalla Direzione PD ROMA del 3 febbraio 2010
Il 72,7% degli elettori del Lazio sono iscritti nella provincia di Roma, il 49,8% sono invece gli elettori del Lazio iscritti nel comune di Roma.
Non ci vuole molto a capire che sarà la battaglia elettorale di Roma, a determinare il risultato della sfida con il centrodestra.
Alle politiche del 2008 il PDL+UDC+Destra hanno registrato in termini assoluti circa 790.000 voti, mentre il centrosinistra PD+IDV+SA 830.000
Se invece ci riferiamo alle Europee 2009 i voti del centrodestra PDL+UDC+Destra furono di poco al di sotto di 600.000 mentre il centrosinistra PD+IDV+SL+RADICALI si attestò di poco al di sopra dei 700.000 voti.
C’è da dire che mentre l’affluenza alle politiche 2008 fu al di sopra dell’80%, quella alle europee scese al 58%.
Normalmente lo scarto tra centrodestra e centrosinistra nelle competizioni elettorali che si svolgono a Latina e Frosinone è di circa 140.000 voti a favore del centrodestra, a questi spesso si aggiungono altre decine di migliaia di voti di scarto a favore del centrodestra che possono registrarsi a Viterbo e Rieti.
Da questo si evince che, per vincere le elezioni regionali nel Lazio, il centrosinistra a Roma debba distaccare il centrodestra di almeno 160.000 voti, e quindi, che dobbiamo lavorare molto.
Vincere a Roma, quindi non basta, a Roma si deve vincere nettamente!
Serve quindi un PD forte, che sia forza trainante della coalizione e che ottenga un grande risultato.
Solo così , con un grande risultato del PD di Roma, Emma Bonino può battere Renata Polverini.
Polverini che sta ormai dimostrandosi un bluff, lo spirito della candidatura innovativa, con cui si era cercato di presentarla, sembra man mano scomparire, affiora invece la figura di una candidata in mano ed in balia dei gruppi che compongono lo scacchiere del centrodestra , dove proprio, per le concessioni fatte dalla Polverini , per esempio sulla composizione del comitato elettorale, riaffiorano non solo i protagonisti del disfacimento finanziario che si è verificato durante la gestione Storace, ma anche i vecchi arnesi dell’estrema destra razzista e xenofoba capitolina.
Emergono le prime lacune e le prime gaffes, non che la pericolosità con quei legami, penso all’episodio inquietante del cinema Gregory.
Lo dobbiamo dire con chiarezza alla Polverini, l’antifascismo è una cosa seria, non lo si enuncia soltanto, o meglio se, si dichiara di essere antifascisti, poi si deve agire di conseguenza, se ci si trova ad una manifestazione come quella del cinema Gregory e si verifica che all’arrivo dei leader politici si alza il braccio teso e si grida “ Duce Duce”, se si è antifascisti si esce dal cinema!!!
Non è un caso che dopo quell’episodio a Roma sono tornate sui muri, le scritte vergognose contro Pacifici e contro il museo della liberazione a via Tasso.
Ovviamente non possiamo nella campagna elettorale solo attaccare la Polverini.
Dobbiamo per prima cosa, rivendicare le tante cose buone e apprezzate che il nostro governo regionale ha prodotto in questi anni, quelle che ricordava Montino nella precedente direzione romana.
Dobbiamo poi, fare in modo che il programma, con il nostro contributo, aiuti la Bonino ad essere la candidata della coalizione
e con la nostra costante iniziativa impedire però, che sia una candidatura separata dal PD.
Dobbiamo sfruttare la figura rassicurante di Emma, anche per recuperare un gap di credibilità, non solo per la questione che ha visto coinvolto Marrazzo, ma penso alla più recente questione che ha visto protagonista il sindaco di Bologna.
Dunque, quale campagna elettorale serve mettere in campo a Roma, per battere il centrodestra?
Io credo che Alemanno e la sua inconcludente Giunta ci possano dare una mano.
Roma è ormai una città ferma, immobile, che sembra aver perso le sue vocazioni.
Una città stanca, senza prospettive, priva di un qualsivoglia progetto.
Una città più disorganizzata, più sporca, meno curata
Una città che sembra arrendersi alla crisi economica che la attanaglia.
Mobilità e trasporti, salvaguardia ambientale, welfare e lavoro, sicurezza, cultura, scuola, politiche abitative, parole scomparse dall’agenda di governo del Sindaco di Roma, che lancia di volta in volta spot (Formula 1, stadi di calcio, 100 mila posti di lavoro, etc), senza un progetto complessivo, senza una benché minima idea di città.
Su questo, la destra può pagare un prezzo in termini elettorali.
Abbiamo bisogno di introdurre il tema di Roma nella campagna elettorale, di entrare in una nuova fase di opposizione, tarata proprio sull’esigenza di spiegare che la Destra che sta fallendo nel governo della città è la stessa Destra che ha fallito già in passato nel governo della Regione Lazio e che si ripropone oggi, mascherata dalla falsa innovazione della Polverini.
In questo senso, il gruppo comunale del PD può e deve svolgere un ruolo importante.
Ho parlato con Umberto Marroni e gli ho chiesto un primo incontro tra il coordinamento ed il Gruppo, e penso che sia necessario che il Gruppo incontri Emma Bonino.
Noi dobbiamo far sì che Emma Bonino entri nel merito delle questioni che riguardano Roma, e sfruttare le potenzialità della sua immagine per denunciare le insufficienze di Alemanno e della sua Giunta.
E va esattamente in questa direzione, la richiesta del gruppo di chiedere la convocazione di un consiglio straordinario, su ACEA, nella battaglia contro la privatizzazione, noi, in questa battaglia saremo affianco del gruppo capitolino, ma anche affianco dei lavoratori e degli utenti ed è quindi indispensabile, chiamare tutti a raccolta, in una grande iniziativa con il nostro circolo del PD di ACEA, con le organizzazioni sindacali e con tutti i nostri eletti.
A conferma di ciò che dico Emma Bonino ha preso posizione, oggi, contro l’ipotesi di privatizzazione così come proposta da Alemanno.
Dobbiamo sottolineare anche la differenza che intercorre tra l’azione di governo senza prospettive di Alemanno e la coerente progettualità della Provincia di Roma che invece, collega sempre le sue iniziative al progetto strategico dell’area metropolitana.
Proprio su questo tema, il Coordinamento metterà in campo un’iniziativa politica all’interno della campagna elettorale.
Il PD di Roma deve rigenerare la sua rete di risorse nel territorio, ricreare le condizioni affinchè ai Circoli, ai Coordinamenti municipali e agli eletti di tutte le Istituzioni venga restituita la possibilità di interloquire con la Federazione Romana e il Partito Regionale.
Si tratta ora di lanciare una prima serie di iniziative di campagna elettorale che diano il segno di una ritrovata vitalità e voglia di fare.
Calendario iniziative
Attivo cittadino del PD con Emma Bonino il 12 febbraio alle ore 17,30
19, 20 e 21 febbraio aderiremo alla mobilitazione nazionale per spiegare agli elettori le nostre proposte, distribuiremo nei prossimi giorni 190.000 mila volantini
Sabato 28 lanceremo la campagna “100 piazze per Emma Bonino” con gazebo e banchetti in tutta la città, a cui chiederemo agli eletti di partecipare a fianco dei Circoli territoriali e aziendali
Presentazione Nazionale di tutti i candidati Presidenti delle Regioni che andranno al voto il 22 febbraio, una sorta di apertura nazionale della campagna elettorale che sarà chiusa dall’intervento di Pierluigi Bersani.
Iniziativa di presentazione di una proposta di legge sul reddito di cittadinanza elaborato e sottoscritto dai nostri parlamentari
Daremo vita nei prossimi giorni ai Comitati Elettorali per Emma Bonino in ogni Municipio (ieri abbiamo inaugurato il primo nel VI Municipio).
Stiamo studiando una campagna di comunicazione nella rete a basso costo, sfruttando le competenze che nel campo dell’innovazione abbiamo a disposizione nella nostra area.
Questa prima fase di iniziative e quella successiva verranno discusse e concordate martedì 9 febbraio all’assemblea dei Coordinatori di Circolo.
Circoli che peraltro stanno organizzando per le prossime settimane decine di feste del tesseramento che serviranno a mobilitare e contattare tanti e tanti iscritti.
Ieri alla riunione di coordinamento che si è svolto in Federazione, dove abbiamo concordato e condiviso l’impianto di questa relazione, abbiamo già cominciato ad affidare i primi incarichi di lavoro per la campagna elettorale.
Serve quindi un partito in campo, e qui mi voglio soffermare brevemente – ma credo che sia necessario, - sul percorso e sulle scelte che abbiamo effettuato relativamente alla nascita di questo Coordinamento e l’individuazione del sottoscritto come Coordinatore della campagna elettorale del PD di Roma.
Le vicende congressuali e non solo (mi riferisco agli errori commessi sul percorso di scelta del candidato a Presidente) hanno di fatto leso l’autonomia del Partito di Roma.
Con la scelta della nascita del coordinamento sotto il segno chiaro ed evidente del pluralismo, abbiamo riaffermato quell’autonomia, che è cosa preziosa in un partito locale, che va difesa pur nella dialettica e nel confronto con il Partito nazionale che non può mai debordare verso l’abdicazione totale sulle scelte che invece lo riguardano cosi da vicino.
Insomma, abbiamo bisogno di iniziare un nuovo ciclo, una inversione di tendenza, che pur nella diversità delle posizioni politiche che si esprimono dentro il partito romano, rimetta al centro la sua autonomia e la si difenda poi tutti insieme.
E’ proprio in quest’ottica che vogliamo ridonarci la possibilità di dire la nostra: intanto, affermando che la lista del PD per quanto riguarda Roma sia sottoposta alla discussione di questa Direzione Romana e dei nostri circoli.
Poi che vogliamo dire la nostra anche sul Listino!
Per prima cosa, sostenendo che sia la Lista, ma soprattutto il Listino, siano aperti alla società civile, ad esperienze provenienti dal mondo dell’associazionismo, della cultura, del sociale e del lavoro dei diritti.
Non sarebbe utile, né comprensibile, che il listino non venisse utilizzato come valore aggiunto alle liste di Partito.
Un listino lasciato esclusivamente all’uso interno dei partiti, per risolvere questioni di equilibrismo o peggio ancora di scambio di preferenze, non solo sarebbe cosa sbagliata, ma costituirebbe un segnale negativo verso l’elettorato che ha bisogno invece di segnali di rinnovamento e di apertura.
Dall’autonomia alla questione finanziaria del partito il passo è breve,
Carlo Cotticeli, nel suo intervento della precedente direzione, ha descritto bene la situazione difficile in cui si trova il partito, posso confermare già oggi che le cose dette da Carlo descrivono esattamente la vera situazione in cui ci trova.
Carlo, al quale rinnovo la mia fiducia e che ringrazio per quanto ha fatto e per quanto sta facendo e al quale chiedo di rimanere al nostro fianco in questo difficile passaggio, ha mandato pieno da parte del coordinamento per operare riguardo al riassetto finanziario della federazione di Roma.
Stiamo in queste ore cercando di affrontare il problema, aprendo un confronto con il partito regionale e quello nazionale, ma sia i tempi di questo confronto, sia le possibili soluzioni che questa iniziativa può produrre non risolveranno il problema.
Per questo, oggi, facciamo nostro l’appello lanciato da Carlo.
C’è bisogno di una solidarietà concreta.
Per questo, lanceremo una raccolta straordinaria di fondi rivolta ai parlamentari ed ai senatori di Roma, e chiederemo ai candidati del PD, alla elezione regionale, un contributo straordinario per la campagna elettorale del PD di Roma.
E’ una solidarietà questa che è bene ricordare ha un ritorno, nel senso che più siamo in grado di mettere in campo l’iniziativa politica, grazie anche alle risorse economiche, più sale il dato della lista del PD, più alto, quindi, è il numero dei candidati che entrano nel consiglio regionale.
Invieremo una lettera nelle prossime ore a tutti i parlamentari e senatori del PD di Roma con la richiesta che vi ho appena descritto.
E appena pronte le liste ne invieremo una ai candidati di Roma nella lista del PD.
Ovviamente la nostra iniziativa non si ferma qui.
Apriremo anche una campagna di finanziamento dal basso, rivolgendoci ai nostri elettori, chiedendo anche l’invio di piccole cifre, un po’ nello stile di Obama nella sua straordinaria campagna elettorale.
Oggi presenteremo un regolamento finanziario che metteremo ai voti insieme a questa relazione, perché è bene che quanto ci diciamo, abbia poi un seguito coerente e costante nel tempo, anche per andare incontro alle sollecitazioni ed alle esigenze dei territori e dei circoli di Roma.
Concludo su una questione che riguarda la serenità con cui dovremo affrontare la campagna elettorale, una serenità che stiamo cercando di trasmettere nei nostri municipi proprio a partire dalla scelta unitaria che qui abbiamo compiuto.
Se abbiamo ritenuto doveroso ritrovare uno spirito unitario nella gestione della campagna elettorale di Roma, dobbiamo essere conseguenti con questa scelta anche nei municipi.
Faccio quindi appello ai Presidenti dei Municipi, che è bene dirlo, vivono una situazione difficile, in prima linea nei confronti dei cittadini, ma abbandonati e boicottati nel loro operare dalla giunta Alemanno, sapendo, che in alcuni municipi, per via di dimissioni ed altro, c’è bisogno di un cambio degli assetti e delle deleghe all’interno delle giunte, quello che chiedo, è che in questa difficile fase di campagna elettorale, non si creino condizioni di conflittualità che proprio in merito a queste scelte potrebbero verificarsi, e quindi chiedo a tutti i presidenti, nel rispetto della loro autonomia, di non effettuare cambiamenti che non siano concordati in un ottica unitaria con il Partito di zona è con il livello centrale.
Questa è una prima proposta di lavoro, che intendiamo sottoporvi.
Ripeto è una proposta concordata e condivisa dal coordinamento, vuole anche indicare un metodo, quello della condivisione e dei passaggi democratici alla quale non vogliamo più rinunciare.
Penso che con questo metodo si possa affrontare al meglio la campagna elettorale, e rivendicare quell’autonomia del partito, utile a ritrovare tra di noi una solidarietà vera che è la solidarietà tra chi milita nello stesso partito, che riafferma, per prima cosa che l’interesse collettivo viene prima di tutto, io credo che se da oggi, riapriamo un percorso, con lo spirito che ci ha guidato nella nascita di questo partito, insieme, possiamo ritrovare la voglia e la forza di riprovare a vincere.
Penso convintamene che le elezioni regionali si possano vincere.
C’è però bisogno del PD di Roma.
PROVIAMOCI!!!
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